La notte di San Giovanni – il nostro rituale per voi

La notte di San Giovanni,

la notte miracolosa, 

la notte dell’impossibile, 

dei prodigi e delle streghe,

è la notte della magia.

Quello che vogliamo raccontarvi è un viaggio nel tempo, un viaggio nei ricordi e nelle tradizioni della nostra città, Firenze e delle nostre campagne, quando questa festa era un momento di condivisione, di speranza e di rinascita, dove il fuoco e la luce rappresentavano questo nuovo inizio nel segno dell’amore e della speranza.

La notte di San Giovanni è anche la notte dell’amore, quella in cui si poteva realizzare un desiderio d’amore, un amore inespresso, desiderato, sperato, è la notte in cui è possibile aiutare il destino ad accogliere nuovi amori.

Tantissimi rituali d’amore e cerimonie celebrano l’arrivo di questa nuova energia luminosa, un energia generatrice e feconda, un’energia di luce.

Per tante donne e ragazze questa è da sempre la notte perfetta per chiedere al destino di poter dare una breve occhiata a quello che ha in serbo per loro, che cercassero un marito o volessero solo essere ricambiate nel loro sentimento d’amore, questa era la notte perfetta per realizzare i loro rituali magici e gli incantesimi d’amore.

Le usanze per conoscere i pronostici in tema amoroso cambiano da regione a regione; nelle campagne toscane la notte di San Giovanni era il momento perfetto per conoscere l’identità del futuro marito, il suo mestiere, il potere del suo sentimento.

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Le ragazze si riunivano la sera insieme alle NONNE o agli anziani del paese, gli unici che potevano decifrare i segnali che i rituali portavano come messaggi. Attraverso il rituale della piombata che consisteva nella lettura delle gocce di piombo che veniva fatto gocciolare dell’acqua, potevano conoscere cosa aveva in serbo il destino per loro.

La notte di San Giovanni della nostra storia popolare, costruisce la memoria collettiva di chi vive i nostri territori, ha origini dai racconti dei nostri nonni e bisnonni e ci piace immaginare la nostra Firenze come ce la raccontavano loro, attraverso storie e aneddoti chi l’ha vissuta negli anni e attraverso i racconti che abbiamo riscoperto nei testi antichi e storici.

Ciò che vogliamo rievocare è l’atmosfera magica di quella notte, in particolare quello che il fuoco rappresentava a livello energetico e celebrativo.

Fin dal Medioevo nei giorni dal 22 al 24 Giugno Firenze cambiava le sue vesti per abbellirsi e trasformarsi in una città sfavillante, luminosa e sfarzosa e tutti i cittadini partecipavano insieme a questa trasformazione.

Il culto pagano della luce come simbolo di vita era espresso attraverso i falò che illuminavano le vie, le cinta murarie, le strade e le piazze. In particolare la Loggia dell’Orcagna, gli spalti di Palazzo Vecchio e tutto intorno piazza della Signoria.

I fuochi d’allegrezza (così chiamati i fuochi d’artificio di allora) illuminavano tutta la città e se spostavi lo sguardo verso le colline intorno, le campagne erano punteggiate ovunque di grandi falò attorno ai quali si festeggiava fino all’alba.

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Nelle campagne e in montagna, la sera della vigilia delle festa venivano accesi numerosi falò; i fuochi rischiaravano la serata estiva, era un dono al sole e all’Estate, un rituale di passaggio dal vecchio anno al nuovo, come una rinascita, per esorcizzare le paure, guarire e risolvere il mal d’amore.

Si festeggiava innanzitutto la potenza del Sole, luminoso, forte che combatte le tenebre, che fa rinascere con l’inizio dell’estate.

Il falò purificatore rappresentava un modo per purificarsi e per lasciare andare il vecchio, si bruciavano vecchi tronchi, piante, erbe, la cenere veniva poi cosparsa sui capelli per proteggersi da influenze malefiche e i ragazzi si divertivano a saltare tra le fiamme per sentirsi forti e fortunati.

I bracieri illuminavano le strade di Firenze, erano padelle di terracotta o di ferro ripieni di sego che alimentavano un grosso stoppino, bruciavano tutta la notte appese ai ferri sporgenti dalle facciate delle case, ai tabernacoli, dalle finestre delle case. La loro luce dorata e calda risplendeva nelle vie e nei vicoli di tutta la città, lungo l’Arno le luminarie, appese alle spallette del fiume, riflettevano i loro bagliori sull’acqua creando uno scintillio surreale.

Drappeggi e tendaggi abbellivano le strade e le piazze, quasi tutte le case e le porte erano addobbate con arazzi e stoffe, tutta Firenze era resa un grande e allegro palcoscenico, il “cielo” in piazza Duomo doveva essere un vero spettacolo per gli occhi e per l’anima: si trattava di una grande tela blu ornata di gigli dorati che veniva stesa a dodici metri d’altezza creando una sorta di percorso coperto straordinariamente sfarzoso, dalla Cattedrale al Battistero fino alle vie adiacenti. (fino al 1514)

L’Arno era l’altro vero protagonista delle festa, in particolare da quando nel 1800 circa spostarono lo spettacolo dei fuochi da piazza della Signoria al ponte Carraia. Le spallette del fiume erano rischiarate da padelle con i fuochi, i cui bagliori si riflettevano sull’acqua, erano numerosissime le imbarcazioni che galleggiavano placide sul fiume, addobbate con fiori di ogni tipo, luci e rificolone.

Ospitavano le coppie e le famiglie che arrivavano anche da molto lontano spinte dalla curiosità di vedere, in questa notte magica, Firenze addobbata nel suo massimo splendore.

Molte di queste imbarcazioni ospitavano bande musicali che suonavano, dolci sinfonie durante tutta la notte dopo la conclusione dello spettacolo dei fuochi.

La notte di San Giovanni - il nostro rituale per voi

Questa festa è davvero carica di magia e significati, sarebbe molto bello riuscire a ritrovare al giorno d’oggi un pò di quella magia andata dimenticata, non importa essere un guru o uno sciamano per ritrovare nei gesti e nei rituali quell’aspetto magico che ci connette a tutto quello che ci circonda. L’ascolto della natura e di noi stessi è il vero e unico rituale.

Il nostro augurio e il nostro consiglio è quello di trovare e ritrovare il contatto con questa magia, fatelo. In questo giorno magico pieno di significato, sentitevi liberi di seguire il vostro cuore e la vostra anima attraverso questi rituali, non c’è una strada giusta o sbagliata c’è solo la strada del “sentire” con il cuore e lasciarsi guidare.


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 Bibliografia 

Valentini, Anita
I fochi di san Giovanni : la festa del patrono a Firenze / Anita Valentini ; progetto di Luca Giannelli. – Firenze : Scramasax, [2006]. – 95 p. : ill. ; 24 cm. 

Vita in Toscana : feste, riti, usanze, tradizioni popolari. – Bergamo : Walk Over, [1981]. – 267 p. : ill. ; 28 cm. 

Costumi e tradizioni popolari : Lazio, Toscana, Umbria / [di] Assunta Achilli [et al.]. – Firenze : Bonechi, 1995. – 2 v. ( 647 p. compless.) foto col. ; 30 cm 

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